La bibliomanzia: che cos’è e a quando risale

 

Hai mai sentito parlare di Bibliomanzia?

La Bibliomanzia è un metodo di divinazione per mezzo di libri. Ha origini antiche. Per esempio, i greci la praticavano con i testi di Omero, i romani si affidavano a quelli di Virgilio e con l’avvento del cristianesimo alla Bibbia. Si tratta di estrarre a caso una frase da interpretare come responso a una domanda che porgiamo a noi stessi. Tutto ciò che occorre è un libro.

 

Applicare la bibliomanzia nella vita di tutti i giorni

Nello zaino porto sempre con me dei libri, quelli che sto leggendo, altri che scelgo nella libreria ogni mattina. Di solito tornano sugli scaffali la sera stessa per lasciare il posto ad altri il giorno seguente. È un rituale a cui non rinuncio mai.

Uscire senza libri mi fa sentire mancante, orfano di qualcosa. Oltre a questo, sono i volumi che consulto davanti a un problema o a una semplice scelta che può sorgere durante la giornata. Ovviamente è una pratica che prendo come gioco, ma…

Ti racconto una storia.

Un giorno di qualche anno fa viaggiavo in autostrada. L’asfalto scorreva sotto i miei occhi come la pellicola di un film. Rimuginavo su un problema di lavoro, cercavo di capire snocciolando tutte le cause che lo avevano generato: le eventuali responsabilità da prendermi e quelle da addossare a qualcun altro.

Immerso nei pensieri rischiai di saltare l’area di sosta per fare rifornimento, avevo completamente perso il senso della realtà al punto da non sapere dove fossi.

Guardai l’orologio rendendomi conto solo in quel momento che viaggiavo da tre ore. Prima di fare benzina presi un caffè e diedi un’occhiata alla libreria improvvisata su un tavolo dell’autogrill: ne presi uno, aprendolo in una pagina a caso, lessi:

“L’idea che ti spantani riflettendo, non mi ha mai convinto. Secondo me ci si spantana con un colpo d’ala, con un gesto azzardato che non sai a dove ti porterà, e su cui al limite pensi dopo, davanti alle conseguenze che ha prodotto, non prima. Il punto non è conoscere il problema, è uscirne. È come sapere tutto sui muri che ti circondano: non è che se li misuri vieni fuori di lì.”

Chiusi il libro: ero curioso di conoscerne autore e titolo. Si trattava di Terapia di coppia per amanti di Diego De Silva.

In quella pagina trovai la risposta al problema che mi affliggeva dall’inizio del viaggio; sì, avevo bisogno di andare oltre, di concentrarmi sulla soluzione e smettere di perdere tempo ad analizzare le cause e le responsabilità.

 

Trovare le risposte nelle pagine dei libri

Uscii dall’autogrill più leggero, pronto ad abbandonare le acque melmose in cui mi ero impantanato. Da quel giorno non ho più smesso di praticare la bibliomanzia.

Il messaggio non poteva essere più chiaro: se nella vita avessi dedicato il tempo alla soluzione dei problemi invece di esplorare minuziosamente ogni segmento delle cause da cui prendono origine, forse, avrei risparmiato tempo da impiegare in azioni costruttive.

In quel caso era necessario uscire dall’angolo per avere una nuova prospettiva, per concentrarmi, ad avvenimento ormai accaduto, sulle eventuali soluzioni. Rimanendo nelle osservazioni rischiavo di affogare nel pantano. Certo è, che l’analisi rimane importante per non replicare le cause che generano un problema, ma non prima di un colpo d’ali.

Dopo questa esperienza ne sono seguite altre, tante le indicazioni che ho avuto modo di sperimentare nel corso degli anni. Continuo a considerare questa pratica un gioco, ma il gioco spesso è fonte di magia.

Ora, se ho instillato in te il germe della curiosità, scegli un libro che ti ispira, poni un quesito, chiudi gli occhi e apri una pagina a caso.

Buona fortuna.

 

 

Foto di congerdesign da Pixabay

 

 

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