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Alessandra Perotti

Scrivere è vivere: la scrittura come ancora di salvezza e via di nuova professionalità

Tante persone scrivono, sognano di pubblicare il loro libro: viene però da chiedersi che cosa significhi oggi realizzare un’opera di valore per il pubblico e quali possano essere le strade migliori.

Essere un autore di questi tempi richiede certe profonde abilità. La principale? Scrivere bene. Già, ma in che senso? Quando un testo è scritto bene?

E poi c’è la scrittura consapevole – conscious writing – la scrittura che permette d’indagare se stessi e di comprendere la propria profondità. Una modalità dello scrivere che sta portando grandi risultati alle persone su una via di ricerca personale e di contatto con la propria “vera storia”.

Ogni giorno il valore professionale della scrittura mi si rivela. Ma ancora di più il suo valore lenitivo, di cura. E le storie?Tutte preziose, da salvare e conservare“.

Rudy Bandiera

Al Convegno Scrivere è vivere Rudy Bandiera avrà l’importante ruolo di presentatore, di tenere unite le fila delle tante voci della scrittura. Abbiamo pensato a Rudy perché non solo è un accanito lettore, interessato al mondo e alla società in evoluzione ma è anche autore di libri e conoscitore del panorama editoriale. Inoltre, la sua energia e la sua simpatia saranno il giusto trait d’union di questa giornata.

Duccio Demetrio

Perché amiamo scrivere di noi stessi?

Scrisse il filosofo Jean Paul Sartre che por mano alla scrittura della propria autobiografia equivale a innamorarsi o meglio a re-innamorarsi di se stessi. A volersi bene, ad accettarsi, ma anche a riflettere sulla propria esistenza come problema critico sempre aperto ai possibili cambiamenti. Per mettersi insomma in discussione.

Scrivere di quel che abbiamo fatto, pensiamo, vorremmo tornare ad essere e ad avere –  nel mentre le righe si moltiplicano istintivamente – si  rivela  una sollievo, un lenimento, una riconciliazione con l’ esistenza. Anche quando tutto questo non possa alleviare all’ istante le nostre sofferenze.   

Scriviamo e torniamo a riconciliarci con  memorie che, assai vano, sarebbe tentare di strappare via; scriviamo e scopriamo che siamo in grado di farlo attraverso una via simbolica e creativa tutta nostra e soltanto nostra. Il che ci restituisce ad una fiducia in noi stessi andata perduta, al piacere di vivere non soltanto sensoriale, relazionale, erotico, ma filosofico e intellettuale.

Perché la conoscenza, queste le tesi dell’ approccio autobiografico correttamente inteso, è una forma terapeutica tutta speciale. 

Scriviamo e la mente torna a respirare, a sognare, a non voler affatto dimenticare: per mutare la nostra storia reale, in potenzialità tutte da esplorare strada facendo, grazie alla funzione della scrittura  come processo – scrisse Sigmund Freud – riparatorio e migliorativo.

Richard Romagnoli

The Secret: scrivere nelle cinque stanze della vita

Chi conosce Richard Romagnoli sa che i suoi interventi non lasciano mai indifferenti ma anzi stimolano una forte ricerca personale. Richard ha come scopo principale del suo percorso portare benessere al maggior numero di persone possibili in un’attività davvero inarrestabile.

Sono ormai molti i suoi format, corsi, seminari in Italia e nel resto del mondo e la scrittura ha sempre avuto un posto importante.

Al Convegno del 1 giugno porterà sia la sua esperienza di autore presentando – insieme al professor Pier Mario Biava – il libro Happy Genetica che rappresenta una svolta importante nel campo delle terapie naturali.

Poi ci parlerà di come la scrittura possa essere un’importante compagna di viaggio attraverso le cinque stanze della vita. Certo, si viaggerà con lui in queste meravigliose stanze.

Allacciate le cinture perché si vola.

Pier Mario Biava

Happy Genetica: la scienza della felicità

Il professor Pier Mario Biava – ricercatore di fama internazionale per le sue ricerche in campo scientifico – porterà al Convegno la voce della scienza.

Presentando il libro Happy Genetica di cui è coautore con Richard Romagnoli mostrerà al pubblico come la felicità e il benessere abbiano un impatto decisivo sulla nostra salute e sulla nostra guarigione. Ci spiegherà – con l’ausilio della scienza e dell’esperienza di scienziato – come le nostre passioni e quelle che vengono definite terapie naturali, il fatto di ricercare il proprio benessere, giovino alla salute fisica oltre che mentale.

La scrittura è un percorso nella profondità del nostro io che ci aiuta a capire molti aspetti del  vissuto personale e delle scelte che abbiamo fatto nella nostra vita: scelte che al momento in cui le abbiamo fatte magari ci sono risultate incomprensibili ed irrazionali e che poi in una prospettiva di lungo termine ci appaiono invece coerenti con la nostre aspirazioni profonde e con l’essenza del nostro essere.

Per questo motivo la scrittura è terapeutica perché nel momento in cui noi, attraverso la scrittura, ripercorriamo la nostra vita e cerchiamo di capire le scelte che abbiamo fatto, spesso ci rendiamo conto che ciò che abbiamo ritenuto irrazionale in realtà aveva un senso profondo.  Dunque al Convegno avremo modo di parlare della scrittura come un viaggio avventuroso nella profondità del nostro essere alla ricerca di noi stessi e del senso della nostra vita e di come tutto ciò sia terapeutico“. 

Fulvio Julita

 Piume, galline e storytelling: quando la scrittura aiuta a vendere

C’è un legame empatico che unisce una storia, il narratore e chi ascolta.
Accade a volte che il narratore abbia qualcosa da vendere e chi ascolta sia un cliente potenziale: le storie diventano allora un fattore di marketing a costo zero.
Nell’intervento vedremo come l’uso strategico delle storie sui social media abbia generato una forma di narrazione nuova, fluida e transmediale.
Fulvio Julita ne è interprete e promotore attraverso i metodi che porta nelle aule di formazione delle piccole imprese.

Alessandra Barocco

 Scrivere a mano: il di-segno che  ci permette di riconoscerci e comunicare meglio il nostro pensiero.

Riconoscersi, riscoprirsi, a volte persino ritrovarsi.

Parte tutto dalla mente, nutre il linguaggio e infine si traduce in un gesto e traccia il segno. Usa il mio corpo.

Questa è la mia scrittura a mano.

Sembra difficile da comprendere oggi, e forse crediamo che non ci appartenga neanche più, che sia diventata inutile, ma ormai lo sappiamo, ne abbiamo la certezza, ne percepiamo l’importanza, non è un ritorno all’antico: è molto di più.

Si tratta dell’unica, indispensabile via che ci permette di elevare, nutrire, creare, esprimere e tradurre meglio il nostro pensiero: è la naturale necessità di comunicare noi stessi che, come una danza ritmata, si trasforma in segno, in grafia  anzi, adesso è diventata calligrafia.

Cecilia Mattioli

Leggere la scrittura: quando un testo è di qualità? Che cosa leggere per migliorare?

Cecilia Mattioli è appassionata lettrice e di questa sua passione ne ha fatto un blog molto seguito, Cemattio,  dove ogni settimana dona consigli di lettura molto interessanti e originali.

Ci racconterà – intervistata da Laura Di Gianfrancesco – quali aspetti portano a scegliere una lettura piuttosto che un’altra e ci consiglierà molti testi appassionanti.

ALICE BASSO e BARBARA FIORIO

Le due simpatiche autrici – Garzanti e Feltrinelli – intervistate da Laura Di Gianfrancesco racconteranno al pubblico la loro esperienza: come si scrive un romanzo? Ma soprattutto come si può arrivare a pubblicare con alcune fra le più importanti e prestigiose case editrici italiane?

Il loro intervento mira a dare utili indicazioni a chi ha un romanzo pronto – o quasi pronto – e vuole sapere quali siano le strade migliori da intraprendere e come presentarsi al mondo editoriale. Ma avranno anche da raccontarci dei loro metodi di scrittura.