Dopo di lei

Diceva Forrest Gump: “La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”. I bocconi amari non sono facili da mandare giù, ma non per questo dobbiamo tenerci un cattivo sapore in bocca. Il libro di oggi è Dopo di lei di Jonathan Tropper, un esempio straordinario di come si possa ritrovare la vita nella vita, anche quando la si pensava perduta per sempre.

 

L’AUTORE

Jonathan Tropper, autore contemporaneo che vive con moglie e figli nella contea di Westchester (NY), ha dato inizio alla sua carriera come scrittore part-time, prima di attirare l’attenzione di un agente letterario e diventare sceneggiatore, oltre che romanziere. I suoi primi libri, Plan B (2000) e The Book of Joe (2004), sono inediti in Italia, ma i successivi quattro sono stati pubblicati da Garzanti: Tutto può cambiare (2005), Dopo di lei (2007), Portami a casa (2009), da cui è tratto l’omonimo film del 2014 e Voltati e sorridi (2012). Divenuto anche produttore esecutivo di una serie tv di sua creazione, Tropper è anche professore aggiunto al Manhattanville College, dove insegna scrittura creativa.

LA TRAMA

Doug ha ventinove anni, è vedovo, ha un figliastro di sedici anni che fa di tutto per mettersi nei guai, una vicina che vuole consolarlo più di quanto sarebbe necessario, una sorella incinta che gli piomba in casa dopo essersi separata, forse, dal marito, e un padre che sta andando fuori di testa: situazioni complicate con cui dovrà fare i conti, ma che per assurdo lo aiuteranno ad uscire dallo stato di dolorosa apatia in cui è precipitato dopo la perdita della sua amata Hailey.

 

DA NOTARE

La forza del romanzo sta tutta nella personalità del protagonista Doug e nel suo modo irriverente di relazionarsi a eventi e persone, il solo strumento che conosce per non rimanerne schiacciato. È dunque il personaggio che fa la storia, perché è grazie al suo continuo dialogo con se stesso e con il mondo che il lettore impara a conoscerla. Doug esorcizza il dolore con un’autoironia mordace e divertente, mostrando una vulnerabilità così umana che conquista. L’autore ci trascina nella vicenda riportando aneddoti semplici e quotidiani attraverso i quali il protagonista rivive e racconta la propria storia d’amore con Hailey; il ritmo della narrazione viaggia su un doppio binario in un equilibrio perfetto tra leggerezza e profondità.

 

INCIPIT

Russ è fatto. Lo si capisce dal bianco dei suoi occhi, che in realtà sembra piuttosto un rosa vitreo sotto la tremolante luce gialla della veranda, dai dischi scuri delle sue pupille dilatate, dal modo in cui le palpebre gli restano pigramente sospese a mezz’asta e dalla nonchalance con cui si appoggia al poliziotto scoglionato che lo sta reggendo in piedi davanti alla mia porta d’ingresso. Sembrano due compagni di bevute che escono barcollanti nella notte dopo l’ultimo giro di drink. È mezzanotte e qualche minuto e, quando il campanello ha suonato, ero stravaccato sul divano nella mia posizione consueta, addormentato per metà ma ubriaco per intero, intento a torturarmi strappando a casaccio ricordi dalla mente come fiammiferi da una bustina, accendendoli uno alla volta per poi darmi fuoco con fare sonnolento.

 

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