La Guida Galattica per Autostoppisti reinterpreta la fantascienza

 

La fantascienza è un genere che, spesso, viene narrato attraverso un registro serio e impostato. Quando ci si trova a vagare per l’immensità del cosmo pare ci sia ben poco da scherzare.

Poi ci sono autori come Douglas Adams, che stravolgono ogni regola e creano universi narrativi assurdi ma convincenti.

La Guida Galattica per Autostoppisti è, in realtà, un “libro nel libro”: i protagonisti fanno spesso riferimento a questa enciclopedia interstellare che fornisce suggerimenti su “la vita, l’universo e tutto quanto”.

Citando le parole dello scrittore possiamo dire che «la Guida Galattica ha già soppiantato la Grande Enciclopedia Galattica, diventando la depositaria di tutto il sapere e di tutta la scienza, perché nonostante presenti alcune lacune e contenga molte notizie spurie, o se non altro alquanto imprecise, ha due importanti vantaggi rispetto alla più vecchia e più accademica Enciclopedia: Uno, costa un po’ meno; Due, ha stampate in copertina, a grandi caratteri che ispirano fiducia, le parole “NIENTE PANICO”».

Per capire la guida galattica partiamo dall’autore

 

Douglas Noël Adams nasce a Cambridge, nel 1952. Poi, a causa del divorzio dei genitori, si trasferisce con la madre a Brentwood, nell’Essex.

A scuola mostra una preferenza per le materie scientifiche ma, incoraggiato da un professore, inizia a interessarsi alla scrittura e nel 1965 pubblica una storia sul giornale per ragazzi The Eagle.

Nel periodo degli studi a Cambridge, si ritrova a fare l’autostoppista dall’Europa a Istanbul ed è proprio lì che getta le basi per la sua Guida Galattica. Lo spunto per il titolo arriva da una guida turistica dello scrittore australiano Ken Welsh: la Hitch-hiker’s Guide to Europe.

Una notte, in preda a una profonda crisi depressiva, Douglas esce a osservare le stelle portando con sé il volume di Welsh. Dopo averne sfogliato qualche pagina, sente la necessità di dover scrivere qualcosa di simile, rivolgendosi però ai viaggiatori desiderosi di conoscere non il mondo ma l’intero universo.

Tornato a casa, scrive tre sceneggiature per gli episodi della sedicesima e diciassettesima stagione della serie Doctor Who e nel 1977 è autore e produttore della serie radiofonica Guida galattica per gli autostoppisti.

 

Dalla serie radiofonica al romanzo

 

Douglas è scettico: teme che la fascia oraria da seconda serata possa danneggiare gli ascolti, ma il passaparola regala allo show un successo inaspettato. Il boom è così grande che la BBC, appena due settimane dopo la messa in onda dell’ultimo episodio, è costretta a riproporre subito una replica dell’intera stagione.

Questo successo porta Adams a scrivere l’omonimo romanzo, pubblicato nel 1979. Anche in questo caso è un trionfo: la storia vende 15 milioni di copie ma non solo, ne vengono tratte anche una serie televisiva, un fumetto e un gioco per computer.

Al primo volume, infatti, seguono altri quattro romanzi che vanno a comporre la sua “trilogia in cinque parti”.

Guida galattica per gli autostoppisti (1979, The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy)

Ristorante al termine dell’Universo (1980, The Restaurant at the End of the Universe)

La vita, l’universo e tutto quanto (1982, Life, the Universe and Everything)

Addio e grazie per tutto il pesce (1984, So Long, and Thanks for All the Fish)

Praticamente innocuo (1992, Mostly Harmless)

E un’altra cosa… (2009, And An Other Thing…). Quest’ultimo a opera dello scrittore Eoin Colfer, per celebrare il trentennale della saga.

Adams vede tre dei suoi romanzi nella lista dei Best Sellers del New York Times e del Publishers e diventa così il secondo autore britannico a riuscire in questa impresa dopo Ian Fleming.

Purtroppo, però, morirà diversi anni prima dell’uscita del film sulla Guida Galattica, un lungometraggio basato sulla sceneggiatura scritta dall’autore stesso.

 

Incipit della Guida Galattica per Autostoppisti

«Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c’è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione.»

Il romanzo inizia sulla Terra, non lontano da Londra. Il protagonista, Arthur Dent, scopre che la sua casa sta per essere demolita per far spazio a una nuova superstrada.

Quando una flotta di astronavi sotto la guida del Prostetnico Vogon dell’Ente Galattico Viabilità Iperspazio, spunta improvvisamente nel cielo, però, appare chiaro che anche il resto del pianeta stia per subire lo stesso destino.

Arthur viene salvato da un vecchio amico, Ford Prefect, che si rivela essere un alieno originario di Betelgeuse e lo trascina con sé, chiedendo un passaggio a una delle astronavi demolitrici.

Il ragazzo si ritrova improvvisamente catapultato in un universo sconosciuto in cui la

sua unica bussola sarà la Guida Galattica per gli Autostoppisti.

I Vogon, però, scoprono i clandestini e decidono di “buttarli fuori”, nello spazio dove vengono salvati per caso dalla “Cuore d’Oro”, un’astronave che viaggia con un motore a “propulsione di improbabilità infinita”. I due inizieranno quindi un viaggio per l’universo con il Presidente della Galassia, Zaphod Beeblebrox, la sua ragazza terrestre Trillian e Marvin, un robot depresso.

L’obiettivo? Scoprire la domanda alla risposta fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto.

 

Ambientazione contemporanea

 

L’ambientazione è contemporanea, senza elementi futuristici. La tecnologia che troviamo all’interno del romanzo è semplicemente sconosciuta ai terrestri ma molte delle trovate di Adams sono così originali da essere state effettivamente abbracciate dalla tecnologia moderna. Il Bebelfish, un animale/traduttore universale, ha ispirato il traduttore del motore di ricerca di AltaVista: Babelfish. C’è poi il computer scacchistico Deep Thought, ideato della IBM, il cui nome deriva dal super computer del libro, Pensiero Profondo. Ma anche il programma di messaggistica Trillian, che prende il nome dalla protagonista femminile della serie.

 

Perché la Guida Galattica per Autostoppisti è geniale

La vera forza della Guida è l’umorismo che impregna il racconto.

Caratterizzato da uno stile leggero e ironico – chiaramente influenzato dai Monty Python – che, però, non sminuisce in alcun modo la qualità del lavoro. La bravura di Adams è proprio quella di saper utilizzare un linguaggio colloquiale in modo ingegnoso. Una storia ideale per le persone estranee a questo tipo di letteratura.

L’ho sempre detto e continuo a pensarlo: anche se il romanzo rientra nel filone della fantascienza umoristica, affronta tematiche profonde e massimi quesiti esistenziali.

Chi siamo? Da dove veniamo? Dove stiamo andando?

Possiamo dire che il concetto portante dell’intera opera sia il tentativo di trovare la “Risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto.”

Un compito impegnativo affidato a Pensiero Profondo, il “secondo più grande computer dell’Universo, del Tempo e dello Spazio” che dopo ben sette milioni di anni e mezzo di elaborazione fornisce una risposta spiazzante: 42.

I lettori hanno provato ad attribuire molteplici significati dietro questo numero.

Neil Gaiman ha addirittura scritto un saggio a riguardo.

La questione è stata chiarita dallo stesso Adams: “Doveva essere un numero, un normale, piccolo numero, e io scelsi quello. Rappresentazioni binarie, calcoli in base tredici, monaci tibetani sono solo una completa sciocchezza. Ero seduto alla scrivania, fissai il giardino e pensai ‘42 funzionerà’. Lo scrissi a macchina. Fine della storia.”

La risposta, quindi, è priva di significato come, probabilmente, lo è la domanda.

 

Le critiche alla società di oggi

 

Non mancano però le critiche ad alcune contraddizioni tipiche della società contemporanea. Nel secondo romanzo della saga, Ristorante al termine dell’universo, l’autore parla di veganesimo, trattando la tematica del rispetto per la vita degli animali.

Arthur, trovandosi di fronte a una mucca che lo invita a mangiarla, viene assalito per la prima volta dal dubbio morale sull’opportunità di cibarsi della sua carne o meno.

O, ancora, la sete di denaro dell’uomo che è convinto di poter trovare rimedio alla propria infelicità attraverso “lo scambio continuo di pezzetti di carta verde, un fatto indubbiamente strano, visto che a essere infelici non erano i pezzetti di carta verde, ma gli abitanti del pianeta”.

 

Un libro che tutela diversità, ambiente e la vita in generale

A distanza di molti anni, la serie letteraria di Douglas Adams continua ad appassionarmi e divertirmi. Non posso fare a meno della sua narrativa.

Credo che sia un vero caposaldo della letteratura contemporanea. Anche se spesso viene relegata alla cosiddetta “cultura nerd” (che poi, ha ancora senso chiamarla così?), questa saga rappresenta la lettura ideale per chi non riesce a frenare la propria curiosità non tanto sull’universo ma, paradossalmente, sull’uomo.

Le questioni etiche sollevate dalla Guida Galattica funzionavano nel passato e funzionano ancora oggi. È un libro che tutela ogni genere di diversità e mira a far riflettere sul rispetto per l’ambiente e per la vita in generale, senza però sprofondare in una noiosa retorica.

Vorrei che lo vedeste con i miei occhi e lo leggeste con la mia mente.

Sarebbe utile “un’arma a punto di vista”, come quella utilizzata nel romanzo, ma dovrò farcela solo con un semplice articolo.

 

Share This