Il bar sotto il mare

A volte l’abilità di uno scrittore sta nel modo in cui decide di strutturare la storia, nel sistema con cui sceglie di organizzare il materiale narrativo che ha a disposizione. E così una miscellanea di racconti diversi può diventare libro se l’autore trova l’idea per accorparli inventandosi un filo conduttore che li tenga legati tra loro. Certo, “il materiale narrativo” deve essere di ottima qualità, ma con l’autore del testo che ti presento oggi non si rischia di incappare in una cattiva penna. Sto parlando di Stefano Benni e del suo Il bar sotto il mare.

L’AUTORE

Stefano Benni, bolognese, classe 1947, è giornalista, scrittore e poeta. Autore di antologie e romanzi di successo, i suoi libri sono stati tradotti in più di trenta lingue. Ha scritto sceneggiature per il teatro, il cinema, la televisione e ha recitato in numerosi spettacoli con musicisti jazz e classici. Dal 2018 è supervisore artistico della Scuola e accademia di recitazione del Teatro stabile di Roma.

LA TRAMA

Una notte, in maniera rocambolesca, un uomo senza nome arriva nel bar sotto il mare.

È un luogo dove si incontrano personaggi a dir poco bizzarri, che raccontano storie altrettanto singolari. Ci sono il vecchio con la gardenia, la sirena, l’uomo con il mantello, la vamp, l’uomo invisibile, il nano e molti altri. A turno, gli avventori condivideranno un racconto, tessendo a modo loro la trama della narrazione.

Fino al sorprendente finale.

 

DA NOTARE

In questo libro l’avventura del protagonista è solo un pretesto per introdurre una serie di storie così lontane tra loro da poter immaginare per ognuna un autore diverso. Il racconto infatti è affidato di volta in volta ad un nuovo personaggio il cui nome, o meglio appellativo, ne costituisce un’incisiva descrizione e suscita interesse e aspettativa nei confronti della narrazione. Di cosa potrà parlare una sirena? E un cane nero?

A sorprendere è la straordinaria abilità di spaziare tra svariati soggetti, linguaggi e forme, declinata in ben ventitré racconti posizionati con grazia nell’originale trama sullo sfondo. E tra le righe si percepisce la sfida e il divertimento che l’autore prova nel reinventare se stesso.

Un gioco affascinante che conduce in un mondo onirico, dove le singolari storie si susseguono dall’inizio alla fine. Un considerevole esercizio narrativo che colpisce per ritmo, ricchezza di immagini, di ambientazioni e di personaggi.

 

INCIPIT

Non so se mi crederete. Passiamo la metà della vita a deridere ciò in cui altri credono, e l’altra metà a credere in ciò che altri deridono.

Camminavo una notte in riva al mare di Brigantes, dove le case sembrano navi affondate, immerse nella nebbia e nei vapori marini, e il vento dà ai rami degli oleandri lente movenze di alga.

Non so dire se cercassi qualcosa, o se fossi inseguito: ricordo che erano tempi difficili ma io ero, per qualche strana ragione, felice.

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