Il sentiero dei profumi

Le letture di evasione hanno la capacità di portarci altrove e di farci scoprire regioni che non abbiamo mia conosciuto. Il sentiero dei profumi di Cristina Caboni ci accompagna nel mondo delle essenze e riesce in più di un’occasione a farci immaginare addirittura i profumi che descrive.

 

L’AUTRICE

Cristina Caboni vive con il marito e i tre figli in provincia di Cagliari, dove si occupa dell’azienda apistica di famiglia. Appassionata coltivatrice di rose, studia da tempo il mondo delle essenze e delle fragranze naturali. Il sentiero dei profumi è il suo primo romanzo.

LA TRAMA

Elena: un’infanzia difficile, una storia d’amore fallimentare, la paura che ad essere sbagliate non siano le relazioni, ma lei. I profumi però non mentono, il suo naso prodigioso lo sa. Ed è lì che la protagonista si rifugia, nelle essenze e nel proprio lavoro di profumiera. Per evadere, cambiare e dimenticare. E invece si ritrova, si riconosce e ricorda. Ma impara anche che se i profumi indicano la via, solo le persone, quelle giuste, possono aiutare a percorrerla.

 

DA NOTARE

Per incentrare un intero romanzo sul tema delle essenze non basta essere convinti che si tratti di una buona idea, bisogna conoscere bene quel mondo lì, praticarlo, sapere di che cosa si sta parlando. L’autrice lo sa, si capisce subito.

Allora come lettori ci si lascerà condurre volentieri, perché pur essendo frutto della fantasia, la storia che leggiamo è credibile e il contesto nel quale è inserita reale.

Essere competenti dell’argomento che si vuole raccontare, qualsiasi esso sia, è il segreto per assicurarsi l’attenzione e la considerazione di chi legge.

 

INCIPIT

«Chiudi gli occhi, piccola.»

«Così, nonna?»

«Sì, Elena. Così. E ora fai come ti ho insegnato.

Con le mani poggiate sul tavolo, in penombra al centro della camera, la bambina tiene gli occhi serrati. Le dita sottili scivolano lungo la superficie e si aggrappano al bordo smussato davanti a lei. Ma non sono le essenze conservate nei flaconi che ricoprono la parete ciò che percepisce con più forza.

È l’impazienza di sua nonna. È l’odore della propria paura.

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