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Chi ama la lettura sa bene che cosa succede quando incappa in quei libri davvero buoni che non solo gli fanno compagnia mentre legge, ma diventano patrimonio del suo pensiero e del suo linguaggio per sempre.

È questo che si vorrebbe spiegare a chi dice di non provare piacere nel leggere ed è questo che desidero trasmettere prima di tutto alle mie figlie e poi a tutte le persone che incontro: non tanto consigli di lettura, quanto il germe della passione per i libri.

Si entra nel campo delle emozioni che, per loro natura, non possono essere spiegate né trasmesse, ma solo suscitate. Quando però questo accade allora è fatta: chi scopre il sapore dei libri, poi comincerà ad avere fame e a non poterne più fare a meno.

Spesso questo accade già in tenera età, altre volte un po’ più in là negli anni, non è una questione anagrafica.

Da parecchio tempo ormai l’espressione lettura animata è entrata a far parte del linguaggio comune. Tutti, anche quelli che non bazzicano il mondo dell’editoria e della letteratura per l’infanzia, sanno di che cosa si tratti per aver assistito con i propri figli o nipoti a qualche evento di questa natura o per esserselo sentito raccontare dai bambini stessi, che spesso ne fanno esperienza anche all’asilo o a scuola.

Si tratta di un modo straordinario di portare le storie ai propri ascoltatori, senza limitarsi a leggerle ad alta voce, ma interpretandole con la mimica, i suoni, le immagini e con ogni forma di comunicazione che, chi anima, senta più consona al proprio modo di esprimersi.

Non esiste il “Manuale dell’esperto di letture animate”, ognuno deve trovare la formula più adatta a sé, quella capace di esaltare le proprie capacità.

L’importante è non trasmettere imbarazzo: deve parlare la creatività. Se non vi sentite a vostro agio nei panni dell’animatore di racconti, non fatelo.

I bambini capiscono subito chi cerca di sintonizzarsi con il loro immaginario e lo premiano con un entusiasmo senza filtri.

Ho cominciato nel 2006 a ideare e a portare in scuole, biblioteche, rassegne e festival dell’editoria i miei laboratori di lettura, musica e animazione e ancora oggi la carica di adrenalina che avverto alla fine degli incontri con i bambini è sempre più intensa di quella che percepisco all’inizio degli stessi.

Finisco che sono spesso provata fisicamente – e con gli anni lo sento sempre di più – perché la lettura animata impegna anima e corpo, ma anche questo è segno che il momento vissuto con i bambini ha dato vita ad uno scambio, in cui io ho offerto una parte importante di me e loro l’hanno corrisposta con altrettanto trasporto.

Inoltre in quanto autrice delle storie che propongo nei laboratori, ottengo importanti riscontri riguardo la reale efficacia del mio lavoro.

Negli incontri di lettura animata lo scrittore per l’infanzia ha il privilegio di guardare negli occhi il pubblico a cui le storie sono destinate e di vedere che cosa succede a quegli occhi mentre quelle storie vengono raccontate. È qualcosa di straordinario, ve l’assicuro.

Non ho modo di sapere se qualcuno, dopo una lettura animata con me, sia mai tornato a casa con addosso la voglia di leggere di più, ma mi basta avere la sensazione di essere riuscita a trovare, anche solo per un attimo, un punto di contatto tra la mia e la sua fantasia per convincermi che sia valsa la pena esserci incontrati.