Manuale del giovane scrittore creativo

Se c’è una cosa che ho imparato dalla scrittura e dalle mie esperienze che con essa hanno avuto a che fare, come ad esempio la direzione per dieci anni della casa editrice Astragalo, è che quando gli autori lavorano bene, i libri che producono travalicano il genere narrativo e il target di pubblico per il quale sono stati pensati e diventano patrimonio prezioso di tutti. Il libro che ti consiglio oggi s’intitola Manuale del giovane scrittore creativo e l’ha scritto Bianca Pitzorno, una tra le più note autrici per l’infanzia e i ragazzi.

L’AUTRICE

Bianca Pitzorno è nata a Sassari nel 1942, dopo essersi laureata in lettere antiche, si è trasferita a Milano dove si è specializzata in cinema e televisione. Per alcuni anni ha lavorato alla RAI, occupandosi di programmi culturali, come Sapere e Tuttolibri, e per ragazzi come Chi lo sa? e il Dirodolando; in tempi più recenti è stata tra gli autori de L’albero azzurro. Dal 1970 a oggi ha pubblicato più di quaranta libri per bambini e ragazzi, molti dei quali di grande successo e tradotti in tutto il mondo. Nel 2012 è stata finalista al Premio internazionale Andersen.

LA TRAMA

Un vero manuale di tecniche di scrittura che propone una carrellata su quelli che sono i cardini fondanti di racconti e storie. Nel Sommario troviamo capitoli dai titoli fantasiosi come La maga Mirna o Nella borsa di Tittivillus che in realtà trattano di argomenti come gli anagrammi e i giochi di parole. Ci sono però anche capitoli dai titoli meno estrosi come Miscellanea di acrostici e Finalmente il romanzo! che bene fanno intendere quanto serie siano le informazioni che l’autrice intende trasmettere. Molte delle pagine del manuale sono dedicate alla pratica e propongono diversi esercizi per stimolare la fantasia ed esercitare la scrittura.

 

DA NOTARE

Il Manuale del Giovane Scrittore creativo fa passare il concetto che scrivere sia tutt’altro che il frutto di un’ispirazione momentanea, quanto piuttosto un’attività supportata da regole e norme precise. Ma i destinatari sono i bambini e quindi i contenuti da soli non bastano per far breccia su di un pubblico così esigente. Il modo di porli fa la differenza. Chi ha voglia e attitudine per parlare ai bambini e ai ragazzi può trarre ispirazione dal testo della Pitzorno per vedere come tradurre i concetti che ha da dire nella maniera più efficace possibile. I bambini si stancano con più facilità e sono meno disposti degli adulti a concedere chances a libri poco coinvolgenti. Quando si decide di parlare loro di argomenti importanti come le tecniche della scrittura bisogna evitare i toni didascalici e cattedratici e far leva piuttosto su curiosità e fantasia. I manuali per loro natura sono divisi per punti e tendono ad essere schematici, la Pitzorno, invece, pur procedendo per argomenti, crea un personaggio che accompagni il giovane lettore in questo itinerario e si avvale di un linguaggio fresco improntato al divertimento e di immagini che stuzzichino l’interesse. Il risultato è un libro che i più giovani sfogliano con piacere e che i più grandi apprezzano per originalità.

Ancora una considerazione sullo stile: già leggendo l’incipit del testo si potrà notare come l’autrice ricorra con tranquillità all’uso dei punti esclamativi, delle domande retoriche, dei vezzeggiativi. Sono strumenti espressivi sconsigliati nella prosa “adulta”, ma che invece si rivelano adattissimi (come i superlativi assoluti) in quella per bambini.

 

INCIPIT

Caro diario,

ieri su una bancarella di libri usati ne ho trovato uno che mi ha fatto fare salti di gioia. Si intitola Manuale del Giovane Scrittore Creativo. Proprio quello che mi ci voleva per esercitarmi.

C’è però una cosa che mi dà fastidio. Tutte le illustrazioni si riferiscono a un cagnolino, mi sembra un piccolo bracco, e a certi suoi amici dalla testa grossa e dagli strani nomi americani. Cosa c’entrano con me e con le storie che voglio scrivere? Mica voglio un cane per maestro, io! Così poi l’Arpia mi direbbe che scrivo come un cane.

Ho trovato! Sostituirò tutte le illustrazioni. Ci incollerò sopra le più belle foto mie, dei miei parenti e delle mie amiche e chiederò a Rosalba di farmi qualche disegno. Così il manuale diventerà proprio mio, strettamente personale.

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