Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo – Il ladro di fulmini

I romanzi che nascono per i ragazzi, di solito, rispondono a canoni particolari che gli autori impegnati nel genere conoscono bene. Quando sono costruiti e raccontati come si deve, però, travalicano il confine dell’età e diventano libri e basta, storie che è piacevole leggere in ogni momento della vita, a patto che una scintilla di gioventù alberghi ancora nel nostro cuore. È sicuramente questo il caso di Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo – Il ladro di fulmini.

 

L’AUTORE

Rick Riordan, nato in Texas il 5 giugno 1964, è un insegnante di inglese e uno scrittore per ragazzi molto apprezzato. Nelle sue storie i riferimenti alla mitologia non mancano. Ha vinto parecchi premi, tra cui il Mark Twain Award.

LA TRAMA

Primo libro della saga di “Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo”, Il ladro di fulmini racconta l’avventura di Percy e dei suoi amici. La particolarità? Sono semidei. Quando compie 12 anni il protagonista, adolescente dislessico che fatica a integrarsi nell’ambiente scolastico, scopre di essere figlio di una delle divinità greche dell’Olimpo. Da questo momento i mostri non lo lasceranno più in pace, almeno fino all’arrivo al Campo Mezzosangue, l’unico rifugio per semidei in fuga. Qui conoscerà altri ragazzi e ragazze come lui e si ritroverà coinvolto in una questione molto delicata che rischia di far scoppiare una guerra fra gli Dei e di mettere a repentaglio la vita del pianeta. Toccherà a lui e ai compagni Annabeth e Grover vivere una serie incalzante di avventure e prendere sulle spalle il destino del mondo.

 

DA NOTARE

Uno dei punti di forza di questo libro è la scorrevolezza della prosa. Essendo indirizzato a ragazzini dai 12 anni in su, è essenziale che sia veloce e facile da leggere e questo lo rende godibile anche per lettori più maturi. La narrazione, condotta in prima persona, permette un’immedesimazione totale nel protagonista, a cui si è portati ad affezionarsi. I titoli simpatici e ironici all’inizio di ogni capitolo rendono la lettura ancora più divertente. Si intuisce subito, a grandi linee, cosa stia per succedere, ma non si vede l’ora di scoprire perché e come si articolerà l’avventura. La caratterizzazione di tutti i personaggi è davvero ben strutturata. Ognuno è connotato da tratti che richiamano il proprio genitore divino, ma con sfumature che lo rendono unico e che non offuscano mai il lato umano della loro personalità: rimangono pur sempre ragazzini e ragazzine dodicenni che compiono scelte tipiche della loro età.

 

INCIPIT

DISINTEGRO ACCIDENTALMENTE LA PROF DI MATEMATICA

Non ho scelto io di essere un mezzosangue.

Se state leggendo questo libro perché pensate di poterlo essere anche voi, vi do un consiglio: chiudetelo all’istante. Credete a qualsiasi balla i vostri genitori vi abbiano raccontato sulla vostra nascita e cercate di vivere una vita normale.

Si ringrazia per questa recensione Nicole Casalvieri.

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