Sei uno scrittore e usi i social? Il piano editoriale è il presupposto necessario per un’azione di comunicazione efficace e costante della tua attività, ma per redigerlo nel modo giusto occorre seguire un metodo. In questo articolo te ne insegno uno, si chiama metodo SIEPE.

 

Scrivere per arrivare al pubblico

 

Ti hanno convinto: Internet è il luogo dove chi, come te, vorrebbe vivere di scrittura può trovare il proprio pubblico. Non c’è posto al mondo dove sia più facile arrivare ai tuoi potenziali clienti o ai lettori del tuo prossimo libro, stabilire un contatto con loro, costruire un rapporto di fiducia.

Avrai un canale social, un blog, scriverai, ti racconterai, dialogherai.

Fantastico, ma da dove partire?

Ci vuole un piano editoriale, quello è il punto di partenza.

Le azioni vanno pianificate e distribuite nel tempo seguendo un progetto preciso, se no ci si perde per strada.

E gli argomenti?

Hai pensato a dove trovarli per riempire di contenuti quel calendario così fitto e tassativo sulle incombenze che avrai lì, davanti agli occhi ogni giorno?

 

Cos’è un piano editoriale?

 

La definizione che preferisco è questa: un insieme di azioni strategiche che puntano a un target e ad un obiettivo misurabile.
Il termine editoriale indica che la strategia passerà attraverso la pubblicazione di contenuti. In un progetto di storytelling personale, i contenuti sono le storie, gli episodi poco noti, i piccoli segreti, ma anche le nozioni che costituiscono il tuo patrimonio di esperienze, le tue riflessioni. Diffusi sul web e organizzati in un progetto di comunicazione, mostreranno quale sia la differenza tra te e i tuoi concorrenti.

Perché è inutile negarlo: se vuoi avere un pubblico, vivere di scrittura, vendere un tuo libro, sei in competizione con altri.

L’obiettivo del piano editoriale è aiutare ad essere percepiti dal mercato di riferimento – il target – come qualcosa di ben distinguibile. Sul web, l’efficacia di ogni azione è misurabile in quanto le reazioni del pubblico forniscono le metriche, ovvero la misura delle interazioni, dai Like alle condivisioni e commenti, dal traffico sul sito web ai tempi di permanenza su una pagina.

Una volta stabiliti obiettivi, pubblico di destinazione della strategia, canali attraverso cui comunicare e metriche di misurazione, si ragiona sugli argomenti, organizzandoli in temi narrativi.

Il calendario editoriale (strumento principe del piano editoriale) è il documento in cui confluisce il lavoro organizzativo. Si tratta di collocare i contenuti che produrrai in uno schema, un calendario settimanale o mensile, in genere uno diverso per ogni canale di diffusione: i social, il blog, la newsletter. Ogni casella corrisponde alla giornata di diffusione di uno o più contenuti, in modo da avere sotto controllo, a colpo d’occhio, il programma delle pubblicazioni per un arco temporale più o meno ampio.

 

Perché è importante essere distinguibili?

 

Perché se un potenziale cliente non vede la differenza tra te e i tuoi concorrenti, userà un solo criterio per scegliere: il prezzo. E sceglierà il più basso.

Un buon piano editoriale stabilisce la direzione, suggerisce i filoni tematici e permette di organizzarli in un calendario di lavoro.
Un’operazione del genere non può essere lasciata al caso o all’ispirazione del momento, necessita di una pianificazione ragionata e lungimirante.

E qui entra in gioco il metodo che avrai adottato: non se ne può prescindere quando si affrontano progetti di ampio respiro come quello di raccontare la propria attività, impresa, se stessi sul web.

 

 

T’insegno un metodo per riempire di contenuti il tuo piano editoriale: si chiama SIEPE

 

Si tratta di un metodo flessibile che ho elaborato per dare a chi gestisce un piano editoriale la corretta forma mentis con cui affrontare il proprio lavoro. Oggi voglio illustrarti una delle tre applicazioni, la cosiddetta funzione Organizer.

 

SIEPE è l’acronimo di: Soluzioni, Ispirazioni, Emozioni, Persone ed Eventi

Chi gestisce i contenuti di un canale social oppure un blog, può adottare queste cinque parole quali categorie, temi narrativi del proprio piano editoriale. Funzionano per la comunicazione di qualsiasi attività, dal professionista, al commerciante, dall’impresa che vende ad altre imprese a quella che si rivolge ai privati.

I principi su cui si fonda il metodo SIEPE sono: scrivere contenuti pensando a chi li leggerà, rispondere alle sue esigenze, proporre soluzioni ai suoi problemi, suscitare interesse per la tua attività, portarlo ad avere fiducia, aiutarlo a riconoscerti fra i tanti.

Ma vediamo una per una le cinque categorie.

1) Soluzioni

Siamo sommersi da informazioni, articoli, post: non possiamo leggere tutto. Dobbiamo selezionare e il primo criterio di cernita è dato dall’utilità dell’argomento trattato. Se intuiamo che tra le righe di un testo ci sia la soluzione ad un problema che ci riguarda o la risposta ad un dubbio che ci assilla, allora saremo portati a dedicare del tempo a quel testo per trovare le risposte.
Pensare a quali siano i problemi del nostro pubblico e parlare di soluzioni (un prodotto, un servizio, un metodo, una tecnica), significa spostarci da una naturale visione autoreferenziale di ciò che vendiamo e avvicinarci al punto di osservazione del destinatario della comunicazione: i clienti non comprano prodotti, comprano la soluzione a un problema, la soddisfazione di un bisogno, anche emotivo, o un desiderio. In altre parole comprano un cambiamento della propria condizione.

Per esempio, se tratti temi legati alla psicologia potresti spiegare come fare per superare la paura di volare, come vincere la timidezza, come affrontare una grande delusione.

2) Ispirazioni

La curiosità e la voglia di imparare qualcosa di nuovo sono un’altra forte leva d’interesse che orienta la nostra attenzione.
Rientrano in questo filone tematico i contenuti che offrono idee su cose da fare, esperienze da provare, novità da conoscere.

Scrivi romanzi d’amore? Potresti raccontare i luoghi in cui sono ambientate le tue storie o i riti a cui ti affidi per trovare il giusto stato d’animo quando crei.

3) Emozioni

Dimentichiamo i dettagli di quanto abbiamo visto, letto e sentito, ma non scordiamo come ci siamo sentiti e le emozioni che abbiamo provato nel vivere determinate situazioni.

Gioia, rabbia, buonumore, indignazione, tenerezza sono sensazioni che ci appartengono e ci accomunano, sono quelle che concorrono a formare i nostri ricordi.

Uno dei filoni tematici della tua comunicazione può aiutare a scoprire l’aspetto emozionale dell’attività che svolgi.

Puoi raccontare l’allegria di quell’amica che ha ispirato un tuo racconto, la gioia che hai provato per le parole di un lettore, lo stato d’animo con cui hai affrontato la stesura di un testo.

4) Persone

Conoscenti, clienti, collaboratori, personaggi famosi: appartengono a questa categoria contenuti che parlano di persone. A tutti piace sbirciare, addentrarsi esplorare le vite degli altri. Ne siamo attratti perché nella vita altrui ci identifichiamo, ci misuriamo.

Descrivi le persone che sono entrate per un attimo o in modo stabile nella tua vita, racconta di loro, dei loro sogni, delle sfide affrontate, dei traguardi raggiunti, degli insegnamenti trasmessi. Quello che essi ti hanno lasciato è un valore che, condiviso nel tuo calendario editoriale, può essere apprezzato.

5) Eventi

È il filone delle situazioni occasionali di cui si è protagonisti o spettatori: convegni, presentazioni, manifestazioni. Ma anche circostanze personali: viaggi, vacanze, cene di svago o di lavoro. Persino la lettura di un libro, l’ascolto di una canzone o la visione di un film o un programma TV rientrano in questa categoria.
Tutti momenti che nutrono la mente, arricchiscono di cultura, consapevolezza e mestiere la tua esperienza.

Descrivi quel che hai compiuto, a cui hai partecipato e hai appreso, commentalo, arricchisci del tuo punto di vista quanto hai vissuto.

Hai partecipato ad un corso di scrittura? Racconta le informazioni trovate, la sorpresa di una scoperta, un piccolo traguardo raggiunto grazie ai suggerimenti assimilati.

 

Disciplina mentale per chi scrive contenuti

 

SIEPE non è altro che un sistema per disciplinare la mente: ispira e mette ordine tra i contenuti che scriverai per il tuo calendario editoriale.
Il metodo aiuta a riflettere attorno al materiale narrativo di cui disponi, ad elaborarlo rendendolo attraente per il lettore.

Con il tempo avrai acquisito la percezione di quali siano gli argomenti di maggior interesse per il tuo pubblico e potrai ricalibrarne la presenza nel tuo piano di lavoro. Affinerai la strategia di comunicazione stabilendo rapporti via via più appaganti per te e per coloro ai quali ti rivolgi.

Superato lo scoglio del “che cosa dico?” spesso si presenta quello del “come lo racconto?”.  Ti anticipo qualcosa che approfondirò in un prossimo articolo: SIEPE può rivelarsi prezioso anche per questo. Ti parlerò dell’uso più creativo del metodo e potrai sperimentare uno strumento digitale che si chiama PLUME SHAKE.

Scoprirai, se deciderai di adottarlo, che il metodo SIEPE ha davvero tanti utilizzi, come quei coltellini svizzeri ricchi di funzioni. Per chi scrive e gestisce un piano editoriale si dimostrerà uno stimolante alleato nella crescita personale.

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