Preghiera del mare

Preghiera del Mare di Khaled Hosseini, come in un grande affresco, tra immagini e versi evocativi, racconta il contrasto tra un mondo lontano fatto di pace, colori caldi e suoni gioiosi, affetti importanti e la realtà presente dominata dai toni cupi delle bombe, che esplodono silenziose sulla pagina. Siamo in Siria, dove la logica violenta della guerra ha trasformato i cittadini in profughi, forzati a scappare dalla propria terra.

 

L’AUTORE

Talebano di dinastia pashtun, Khaled Hosseini, scrittore e medico afgano naturalizzato statunitense, è nato a Kabul nel 1965 dove ha vissuto la sua infanzia. Nel 1980, poco dopo l’inizio della guerra sovietico-afghana, la sua famiglia ha ottenuto l’asilo politico negli Stati Uniti. Hosseini è ambasciatore di buona volontà per l’HNHCR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e ha dato vita alla “Kaled Hosseini Foundation”, un ente no profit che finanzia azioni umanitarie a supporto dei rifugiati di ogni paese. È autore di best seller quali: Il Cacciatore di aquiloni, da cui è stratto un film omonimo, Mille Splendidi soli e L’eco rispose.

LA TRAMA

Il libro dedicato ad Alan Kurdi, il bambino siriano di tre anni, annegato nel 2015 mentre cercava di raggiungere l’Europa e agli altri profughi vittime dei naufragi nel Mediterraneo, ha un fine nobile: raccogliere fondi per l’UNHCR, l’Agenzia dei rifugiati delle Nazioni Unite. L’autore dà voce in questa lettera, ai turbamenti di un padre siriano in viaggio con quello che resta della sua vita precedente devastata dalla guerra, senza sua moglie, da solo, con il figlio. È a lui, a Marvan che si rivolge, trovando il coraggio di mettere nero su bianco quello che di persona non avrebbe forse trovato il coraggio di raccontare: la struggente bellezza della sua infanzia e della giovinezza quando in Siria c’era la pace e la fuga necessaria dalla guerra per mettere in salvo il loro futuro. Di mezzo c’è il mare e tutti i rischi di un viaggio, verso un altrove ignoto, durante il quale la loro barca sarà “solo un puntino gettato tra le onde ribollenti, pronte a inghiottirla”.

 

DA NOTARE

Il fascino di Preghiera del mare comincia dalla copertina, con la sua carta rugosa e l’immagine stupenda della campagna siriana di Homs. Anche all’interno del libro, di tanto in tanto, si trovano alcuni disegni di Dan Williams, evocativi quanto le parole e che raccontano muti i paesaggi e la colonna infinita di profughi che lascia il paese.
Nel racconto la voce narrante è quella del padre interrotta, solo per poche righe, da quella, evocata, della madre, che gli sussurra parole di conforto e profonda empatia. Il racconto si gioca su due piani, quello delle parole rassicuranti dette dal padre al figlio e quello dei pensieri di quest’uomo, carichi di incertezza e timore per quello che accadrà. I due piani si incontrano nell’affidamento ad una dimensione più alta, che rassicura entrambi. Pregare è l’unica salvezza e dà senso al titolo e all’intera condizione umana.

 

INCIPIT

Mio caro Marvan, durante le lunghe estati della mia infanzia, quando avevo la tua età, gli zii e io, stendevamo i materassi sul tetto della fattoria del nonno, nella campagna intorno ad Homs.
La mattina ci svegliavamo al fruscio dei rami di olivo mossi dal vento, ai belati della capra della nonna, al rumore delle pentole in cucina. L’aria era fresca e il sole disegnava ad oriente una pallida striscia color albicocca. Ti ci abbiamo portato, tempo fa. Rivedo tua madre come se fosse adesso, mentre ti indicava le mucche che pascolavano in un campo cosparso di fiori selvatici.

 

 

Si ringrazia per la collaborazione a questa recensione Palma Russo.

 

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