Scrivere diritto

Sarà per via della mia formazione giuridica, sarà per l’arguzia del titolo che trovo azzeccatissimo, ma il libro che ti propongo oggi mi ha proprio conquistato. S’intitola Scrivere diritto ed è un manuale di scrittura rivolto per lo più a coloro che, in ambito giuridico, redigono testi di legge e di sentenze, ma ottimo vademecum anche per tutti coloro che hanno a che fare con la scrittura in generale, da chi deve redigere il proprio curriculum vitae fino a chi desidera comporre un romanzo.

 

AUTORI

Il testo, pubblicato nel 2018, è nato in seno alla milanese Palestra di scrittura, laboratorio di ricerca sul linguaggio, dalla penna di Chiara Lucchini e Alessandro Lucchini.

LA TRAMA

Come già si legge in copertina il libro si propone di analizzare le “7 S per testi efficaci: Semplicità, Sintesi, Struttura, Se-duzione, Sim-patia, Stra-vaganza e Stile”. Gli autori partono dal presupposto che i testi giuridici, ma anche tutti gli altri, dovrebbero porsi come obiettivo quello di essere chiari e comprensibili a tutti, perché riguardano la vita di tutti.

Se però si prendono in esame alcuni testi giuridici si noterà che molti sono redatti con un linguaggio farraginoso, complicato e incomprensibile ai non addetti ai lavori. L’unica luminosa eccezione, alla quale gli autori consigliano di ispirarsi, è data dalla Costituzione italiana, che invece si distingue per semplicità di esposizione e limpidezza di pensiero.

 

DA NOTARE

Di “Scrivere diritto” condivido contenuti e principi ispiratori: la scrittura è uno strumento nato per unire quelli che la praticano con coloro che ne fruiscono. Chi se ne serve per tenere lontano qualcuno ne fa un uso improprio e avvilente.

Tutte e sette le “S” analizzate dal manuale rappresentano allora ottimi consigli per centrare l’obiettivo, ma in particolare quello che voglio sottolineare in questa sede è la Stravaganza, intesa nel suo significato etimologico di vagare-extra, ovvero di muoversi al di fuori dei territori consueti, a noi più noti e comodi.

Osare un approccio linguistico diverso, contaminando i generi e i toni narrativi, attingendo, se del caso, al bacino dell’umorismo e dell’ironia, per dare vita a nuove modalità espressive e prospettive: ecco un buon modo per andare incontro al lettore e farselo amico.

TRATTO DAL LIBRO

[…] Ci sembra appropriato accostare direttamente le due parole, scrivere + diritto, affidando alla seconda più di un significato. È complemento oggetto, o complemento di argomento, perché è scrivere di contenuti giuridici. È complemento di modo, “scrivere in modo diritto”, chiaro, ininterrotto lungo una determinata direzione (directum, participio passato di dirigere): il contrario di contorto, arzigogolato. Ed è “scrivere giusto”, nel senso di onesto, leale, pulito.

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